Un sistema innovativo per le classifiche e la gestione dell'attività agonistica

30 Aprile 2010

Michele Liberi
cell: 3400833493
email: mliberi@gmail.com
Un sistema innovativo per le classifiche e la gestione
dell'attività agonistica

Indice

Introduzione

Una breve presentazione

I problemi del sistema attuale

  • La classifica come indicatore del livello di gioco
  • Incontri con risultato prestabilito
  • Incentivo a crescere
  • Squilibrio tra livello del torneo e montepremi
  • La mia proposta

  • Un sistema integrato per gestire l'attività agonistica
  • Le funzioni disponibili nel sito WEB
  • visitatore anonimo
  • giocatore
  • circolo affiliato
  • giudice arbitro
  • Federazione Italiana Tennis
  • Conclusioni


    Introduzione

    L'attuale sistema delle classifiche, pur essendo significativamente migliore di quello precedente, non è esente da difetti ed è, a mio avviso, suscettibile di ulteriori miglioramenti. Entrato in vigore nel 2000, è giunto al suo undicesimo anno di esercizio e i risultati prodotti da questo sistema sono sotto gli occhi di tutti.

    Dopo una breve presentazione, illustrerò in questo documento quali sono i problemi che il sistema di gestione delle classifiche attualmente in vigore produce e successivamente andrò a descrivere un nuovo sistema per gestire le classifiche e l'attività agonistica nel suo complesso.

    Negli ultimi due anni ne ho parlato con molti amici tennisti ed infine ho deciso di sottoporre la mia idea all'attenzione della Federazione Italiana Tennis, con la speranza di contribuire a migliorare lo sport che amo.


    Una breve presentazione

    Mi chiamo Michele Liberi, abito in provincia di Padova, pratico il tennis da agonista da 35 anni (quest'anno sono 3/5), e da qualche anno pratico anche il beach tennis (quest'anno sono 2/2).

    Sono laurato in scienze dell'informazione (1988), ho lavorato tredici anni in IBM, negli ultimi sette anni ho lavorato per GruppoPRO un agente IBM che produce anche software proprietario. Complessivamente mi sono occupato per oltre vent'anni di informatica e di utilizzo dell'informatica per migliorare i processi aziendali.

    Dalla fusione di una competenza professionale maturata in ambito della costruzione di soluzioni utilizzando tecnologie informatiche e della passione per il gioco del tennis è nata l'idea di progettare un sistema innovativo per gestire l'intero ambito dell'attività agonistica tramite un'applicazione con quale i vari attori (la FIT, i circoli, i giudici arbitri, i giocatori) possano interagire utilizzando le moderne tecnologie di comunicazione.

    Credo che i tempi siano maturi per un sistema completamente on-line basato sulle enormi potenzialità di comunicazioni fornite da internet e dalla tecnologia di comunicazione cellulare.


    I problemi del sistema attuale


    La classifica come indicatore del livello di gioco

    Qual'è l'obiettivo principale che dovrebbe cogliere il sistema di attribuzione delle classifiche? Misurare la forza di un giocatore mi verrebbe da dire...

    La classifica è l'indicatore centrale attorno al quale ruota l'organizzazione dell'attività agonistica. In base ad essa si decide se un giocatore può partecipare o meno ad un torneo, e la formazione delle teste di serie. Ritengo quindi sia molto importante che essa esprima in modo più preciso possibile la forza del giocatore.

    Il primo e principale problema del sistema attuale è che la classifica esprime in modo molto approssimativo la forza di un giocatore. A parità di classifica possono esserci differenze enormi in termini di qualità di gioco perché il metodo di calcolo del punteggio è troppo grossolano. In altri termini la classifica è un indicatore molto debole della reale forza di un giocatore e della qualità di gioco che lo stesso è in grado di produrre.

    Perché?

    I motivi sono vari:

    1. l'aggiornamento delle classifiche è troppo lento;
    2. vengono presi in considerazione pochi risultati, il che significa che la maggior parte delle partite che vengono giocate sono del tutto ininfluenti ai fini della classifica;
    3. nella stragrande maggioranza dei casi una sconfitta non produce nessuna penalizzazione per il giocatore che la subisce;
    4. il declassamento automatico nel caso in cui un giocatore svolga scarsa attività produce degli squilibri enormi.

    Anche se il metodo attualmente in uso prevederebbe in teoria un cambio di categoria a metà stagione, in pratica ciò avviene molto raramente, la grandissima parte dei giocatori mantiene la propria classifica per un anno intero.

    Il sistema attuale premia chi gioca molto e non chi gioca bene. Non è infrequente che un giocatore che gioca tanto e male alla fine della stagione abbia un punteggio superiore ad uno che gioca meglio, ma poco.

    Il fatto che un giocatore giochi poco non significa che giochi male, il declassamento automatico per inattività produce differenze enormi tra potenzialità del giocatore e la sua classifica, e andrebbe a mio avviso abolito.

    Tra i giocatori non professionisti è del tutto normale attraversare periodi di inattività o di scarsa attività agonistica. Questo non significa che il giocatore giochi peggio e non dovrebbe causare un abbassamento della sua classifica. La sua capacità di giocare a tennis non cambia nel tempo solo perché gioca poco.

    Prendiamo, ad esempio, un giocatore che a 20 anni è arrivato ad essere 3/3. Basta che resti fermo tre anni (i motivi possono essere tanti) e si ritroverà quarta categoria per un anno intero! Se si allena due o tre mesi durante l'inverno a inizio stagione giocherà di nuovo da terza categoria, ma potrà partecipare a tutti i tornei di quarta, eludendo di fatto le barriere che la federazione ha posto istituendo i tornei di categoria. Lo stesso vale per giocatori di seconda categoria che si ritrovano in terza categoria per inattività.


    Incontri con risultato prestabilito

    Un'altro problema tipico, e molto deleterio per questo sport, sono le "combine". Tra giocatori forti (si parla molto del fatto che avvenga tra giocatori di seconda categoria che hanno interesse a mantenere la classifica, ma anche ai vertici della terza categoria) spesso si concorda il risultato prima della partita sulla base di un accordo del tipo "questa volta vinco io, la prossima vinci tu". Alla fine entrambi avranno guadagnato punti e raggiunto il proprio obiettivo, e nessuno avrà perso nulla.

    Il problema fondamentale del sistema attuale è che chi vince l'incontro guadagna punti, ma chi lo perde non perde nulla. Una penalizzazione per ogni incontro perso migliorerebbe sicuramente il livello agonistico delle partite perché a nessuno piace perdere punti.

    Per scendere in classifica un giocatore dovrebbe perdere, e siccome a nessuno piace perdere si scende solo quando effettivamente si diventa più deboli.


    Incentivo a crescere

    Un sistema di classifiche sano dovrebbe incentivare i giocatori a cercare il proprio massimo, a migliorare la propria posizione fino al raggiungimento del proprio limite superiore.

    Nel tennis succede il contrario!

    E' frequente sentire dei 4/1 dire: "mi sono salvato per N punti!", con ciò intendendo che se avesse fatto N punti in più sarebbe passato in terza categoria! Questo è l'unico sport in cui si gioca a non fare punti... Il perchè è semplice: passare terza significa giocare molto meno perché c'è molta meno scelta di tornei e per giocare con continuità bisogna essere disposti a viaggiare molto di più.

    Il sistema delle limitazioni è giusto, ma necessita di importanti correzioni.

    Per raggiungere l'obiettivo di non essere promosso, al raggiungimento del proprio limite di punteggio, molti giocatori semplicemente smettono di fare tornei per non "rischiare" la promozione, oppure si prendono un anno di pausa per tornare nella categoria inferiore.

    In entrambi i casi giocheranno meno di quanto avrebbero voluto o potuto e questo è contrario agli obiettivi che la federazione si pone di promuovere e incentivare l'attività agonistica.


    Squilibrio tra livello del torneo e montepremi

    Un altro importante problema del sistema attuale è che non c'è legame tra livello del torneo e l'entità dei premi in palio. Ci sono tornei di quarta categoria con premi ben più alti di tornei di terza categoria, e questo rappresenta un ulteriore incentivo a rimanere bassi di classifica, e quindi a giocare poco.

    Io credo che si dovrebbe stabilire un legame tra categoria e montepremi. Se il circolo organizzatore decide il montepremi il livello del torneo dovrebbe essere determinato di conseguenza. Se invece il circolo organizzatore preferisce fissare i limiti di categoria dovrebbe essere determinato di conseguenza il montepremi del torneo.


    La mia proposta

    Premetto che negli ultimi anni mi sono avvicinato al gioco degli scacchi ed ho partecipato a competizioni agonistiche. Mi sono così reso conto che hanno un sistema di classifiche fatto molto bene! Inventato da un professore di fisica, Arpad Emrick Elo (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Elo), tale sistema ha basi statistiche molto precise e conduce ogni giocatore, dopo un certo numero di partite giocate, ad un valore numerico che esprime in modo preciso la sua forza.

    Le formule matematiche proposte da Elo sono state adottate dalla FIDE (Federazione Internazionale degli scacchi) a partire dal 1970 ed il sistema è tutt'ora in esercizio. Le variazioni di punteggio seguono regole che producono risultati statistici molto accurati.

    Il sistema ELO potrebbe essere adottato senza grossi problemi anche nel tennis e nel beach tennis.

    A grandi linee esso prevede che:

    Il fatto che ad ogni giocatore venga assegnato un punteggio numerico permette di stilare un'unica classifica in cui ogni giocatore occupa una ben precisa posizione, e non una generica basata su categorie e gruppi con un numero enorme di pari classifica. Ognuno potrebbe conoscere la sua esatta posizione nella classifica dei giocatori italiani e dire "io sono il numero N in italia!" e questo numero sarebbe unico per ogni giocatore, e calcolato in modo preciso.

    La formazione delle teste di serie potrebbe essere determinata in modo molto più preciso. Il giudice arbitro non avrebbe più alcun margine di discrezionalità nel decidere le teste di serie e questo mi sembra positivo perché spesso il G.A. non conosce il reale valore dei giocatori oppure utilizza male la discrezionalità di cui dispone.

    La formazione di una classifica unica ed individuale sarebbe utile per stabilire un criterio di esclusione nel caso il numero di iscritti ad una gara dovesse risultare maggiore del numero di posti disponibili. In tal caso dovrebbero essere esclusi i giocatori con meno punti, il che rappresenta un ulteriore incentivo per i giocatori a migliorare la propria classifica.

    Una regola specifica dovrebbe prevedere che un giocatore che gioca poco (ad esempio che non ha disputato almeno dieci incontri nell'ultimo anno) venga segnalato come "inattivo", con l'implicazione di essere escluso dalle teste di serie perché il suo punteggio, in assenza di risultati recenti, diventa statisticamente incerto.

    Per le formazioni degli incontri dei campionati a squadre si ridurrebbero notevolmente le possibilità di speculare sui casi (molto frequenti) di pari classifica, e gli accoppiamenti in ordine di classifica sarebbero determinati in modo più univoco e preciso, e quindi più giusto.

    Il fatto che in ogni partita ci sia in palio un'ammontare di punti che il giocatore può vincere o perdere pone fine, automaticamente, ad ogni possibile accordo tra giocatori perché sarebbe impossibile "aiutare" un amico senza rimetterci con i propri punti.

    Il raggruppamento per categorie potrebbe rimanere, in quanto una categoria rappresenta un intervallo di punteggio (ad. esempio da 1800 a 2000), ma sarebbe solo indicativo: la vera classifica sarebbe il punteggio numerico individuale.

    Il calcolo della variazione di punteggio non è simmetrico: premia molto un giocatore "debole" che batte uno sulla carta molto più forte di lui, e determina scarse variazioni quando il pronostico teorico viene rispettato. In questo modo le salite o discese in classifica possono essere rapide se c'è molta discrepanza tra punteggio e livello di gioco.

    Gli esempi riportati sono solo qualitativi e servono per capire il meccanismo base della variazione di punteggio in base alle differenza tra i punti dei due contendenti. In realtà c'è una formula matematica che, per ogni valore della differerenza di punteggio, determina l'entità della variazione, positiva per il vincente e negativa per il perdente.

    I punti guadagnati dipendono solo da chi batti, non da quale posizione raggiungi nel torneo. Vincendo un torneo di scarso livello un giocatore guadagna molti meno punti di quanti ne avrebbe guadagnati vincendo un torneo più prestigioso di pari categoria, come è giusto che sia! Le partite non disputate fanno avanzare nel torneo, ma non danno luogo ad alcuna variazione di punteggio.

    Io credo che un sistema del genere renda molto più interessante e giusto il gioco che amiamo con molteplici risvolti positivi sull'interesse e conseguenti ricadute positive sulla partecipazione.

    Nel caso di incontri di doppio si potrebbe usare come base per il calcolo dell'entità della variazione di punteggio la media dei punteggi dei giocatori nella coppia. In ogni caso dovrebbe esistere una classifica indipendente per ogni gara. La classifica rimane individuale, ma può essere diversa per le varie gare.


    Un sistema integrato per gestire l'attività agonistica

    E' ovvio che un sistema del genere può funzionare solo se le variazioni di punteggio vengono calcolate da un computer al quale vengono comunicati i risultati di tutte le partite che vengono giocate.

    Da qui nasce la mia idea di progettare un'applicazione WEB che gestisca l'intero ciclo di vita dell'attività agonistica.

    L'interazione con il sistema avviene via Web, tramite un comune browser, oppure tramite SMS (Short Messages System).

    Lo schema di massima dell'applicazione potrebbe essere il seguente:

    1. il circolo immette la richiesta del torneo compilando tutti i dati del torneo (luogo, data di inizio e fine, punteggio min/max, gare in programma, regolamento, etc.)
    2. la FIT della regione di competenza, concede o nega l'autorizzazione
    3. i giocatori si iscrivono alle gare
    4. la FIT assegna un giudice arbitro
    5. il G.A. chiude le iscrizioni
    6. il G.A. immette le partite in programma
    7. il G.A. assegna la vittoria ad uno dei contendenti

    Il sistema descritto sopra porterebbe molti vantaggi:

    Nel caso in cui un giocatore resti a lungo inattivo manterrà a tempo indeterminato la sua classifica. Nel caso egli non giochi più questo fatto risulta del tutto indifferente, nel caso invece rientri dopo una lunga assenza verrà segnalato dal sistema come "inattivo" e quindi il G.A. non deve tener conto del suo punteggio in merito alla compilazione delle teste di serie.

    In ogni caso il sistema risulta molto dinamico e quando un giocatore non è del tutto inattivo il suo punteggio si sposterà abbastanza rapidamente fino ad indicare il suo effettivo valore.


    Le funzioni disponibili nel sito WEB

    In questo capitolo alcuni concetti saranno ripresi dal capitolo precedente, ma esposti da un altro punto di vista, quello funzionale.

    Nella mia idea chiunque dovrebbe poter interagire liberamente con il sistema informatico di gestione dell'attività agonistica. In questo capitolo descrivo brevemente quali funzioni dovrebbero essere disponibili in base al ruolo ricoperto:

    visitatore anonimo

    giocatore

    circolo affiliato

    giudice arbitro

    Federazione Italiana Tennis


    Conclusioni

    Quella da me descritta è solo un'idea di massima. Nel caso in cui l'idea venisse accettata ci sarebbero moltissimi dettagli da definire, ma credo che in questa fase sia del tutto prematuro entrare in dettagli progettuali.

    Nel caso in cui quest'idea venisse accolta io sono disponibile a fare un'analisi dettagliata, a sviluppare il progetto, a realizzare il sito WEB e a seguire le problematiche legate alla realizzazione pratica.

    Credo che un sistema integrato come quello su descritto porterebbe grandi vantaggi organizzativi, renderebbe più equa la gestione delle classifiche e dell'attività agonistica, e in definitiva darebbe grande lustro alla Federazione Italiana Tennis.